Al momento stai visualizzando Verso il “Parco delle Ville Romane”

Verso il “Parco delle Ville Romane”

Tornano le esplorazioni urbane, alla scoperta del territorio del municipio VII, ricco di aree verdi miracolosamente rimaste quasi intatte che, spesso, custodiscono preziosi tesori archeologici e ambientali.

Facciamo tappa nel Pratone di Torre Spaccata, 60 ettari a rischio di cementificazione, un cuore verde in mezzo ai popolosi quartieri della periferia sud-orientale di Roma del Municipio VII.

Il Pratone divide oggi il quartiere di Torre Spaccata dal resto del suo territorio di appartenenza; ci si potrebbe chiedere allora come un così grande vuoto urbano abbia potuto scampare all’urbanizzazione della periferia romana.

Nonostante il naufragio dello S.D.O. (il Sistema Direzionale Orientale) [1], il Pratone non ha perso interesse nella mente dei costruttori; la proprietà infatti è finita nel progetto espansionistico di Cinecittà Studios [2], che ha intenzione di utilizzare 31 ettari di terreni per l’edificazione di nuovi teatri di posa, andando ad intercettare i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Una scelta che le comunità del territorio non comprendono e che giudicano di una miopia intollerabile, tanto da spingere le persone ad organizzarsi in Comitato per il Pratone di Torre Spaccata: Parco archeologico e naturalistico che ha riunito decine di associazioni per la tutela di un frammento di Agro romano dal valore inestimabile.

Il Pratone custodisce infatti reperti archeologici capaci di raccontare la storia del territorio dal IV millennio a.C. fino ai giorni nostri (un insediamento eneolitico, quattro ville romane, un sito medievale e un casale agricolo), scavati, studiati e pubblicati nell’immenso lavoro coordinato dell’archeologa Patrizia Gioia [3].

Il valore ambientale del Pratone può essere goduto sul campo: volpi, fagiani, gheppi sono solo alcuni esempi di un contesto faunistico e floreale quasi del tutto incontaminato, in uno spazio appena fuori dal portone di casa.

Decine di migliaia di cittadini aspettano di sapere cosa succederà al loro Pratone, ma non si danno assolutamente per vinti; stimolando con forza il dibattito pubblico e incontrando le amministrazioni locali. Le comunità di Centocelle, Torre Spaccata e di Cinecittà Est, separate oggi dallo stesso Pratone, hanno scelto di combattere insieme in un unico movimento, a difesa del patrimonio archeologico ed ecologico della periferia di Roma.

La visione unitaria prevede la creazione del Parco delle Ville Romane [4], corridoio archeologico ed ambientale dal valore culturale, sociale e paesistico (e, perché no, economico) in grado di congiungere il Parco di Centocelle, il Pratone di Torre Spaccata e il Parco di Villa Flaviana, assicurare modelli di sviluppo sostenibile e garantire la partecipazione attiva dei cittadini ai processi di rigenerazione del territorio.

Se il PNRR ha delle finalità ben precise, sono proprio queste! Quale peggiore miopia allora di un progetto calato dall’alto mentre la comunità locale combatte con resilienza per riprendersi il territorio?

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_Direzionale_Orientale

[2] https://www.ilsole24ore.com/art/cinecitta-investimenti-195-milioni-dare-vita-hollywood-europea-AEPe8Uz

[3] Patrizia Gioia (a cura di), Torre Spaccata. Roma S.D.O. Le indagini archeologiche, Roma, 2008.

[4] https://www.facebook.com/groups/670407127646986/

Lascia un commento