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“C’è pure chi educa, senza nascondere l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni sviluppo ma cercando d’essere franco all’altro come a sé, sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato.”

(Danilo Dolci)

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Patto Educativo Territoriale della Comunità Educante Diffusa del Municipio VII 10 dicembre 2020

Dall’anno educativo e scolastico 2017/18 l’Assessorato alle Politiche educative e scolastiche, culturali, sportive e giovanili del Municipio VII, unitamente alla Presidenza della Commissione consiliare municipale permanente V, sta lavorando, d’intesa con le Istituzioni Scolastiche Autonome e in sinergia con tutte le Istituzioni socio-culturali, gli organismi rappresentativi della cittadinanza, il Terzo Settore e in generale ogni agenzia educativa formale, non formale e informale presente e operante nel nostro territorio, alla costruzione della Comunità educante diffusa del Municipio VII, una progettualità improntata all’educazione diffusa e alla corresponsabilità educativa in chiave di sussidiarietà e partecipazione, ispirata dal principio sintetizzato efficacemente dal noto proverbio africano in base al quale per far crescere un/a bambino/a ci vuole un intero villaggio: diverse sono state le iniziative realizzate insieme sul piano progettuale e molteplici i Protocolli d’intesa e i Gruppi di Lavoro istituiti con atti di Giunta Municipale (da ultimo il Gruppo DAI, Didattica Ad Istanza, comprendente rappresentanti delle diverse componenti della Comunità educante diffusa e finalizzato ad una riflessione condivisa sulla crisi aperta con il ​lockdown d​ i marzo 2020 dalla pandemia corrente e sull’individuazione di una ​road-map c​ ondivisa utile ai fini della ripartenza di settembre 2020) sottoscritti singolarmente al fine di rendere la collaborazione interistituzionale sistemica e sistematica, nel convincimento condiviso che una comunità solidale, interculturale e intergenerazionale a misura di bambine/i e ragazze/i sia una comunità in cui l’intera cittadinanza possa partecipare in maniera consapevole e democratica alla realizzazione di un presente meno precario ponendo nel contempo solide basi per la progettazione di un futuro saldamente ancorato ad una memoria attiva del passato.

L’emergenza sanitaria scoppiata all’inizio di questo 2020 e tuttora in corso ha accelerato i processi ​in itinere​, dimostrando come la cooperazione e la coprogettazione costituiscano il metodo di lavoro più efficace per attuare forme di resilienza in grado di farci ‘sopravvivere’ come singoli e come collettività: la crisi in atto a ogni livello, e di cui le comunità educative e scolastiche stanno soffrendo in modo particolare, si sta rivelando un durissimo banco di prova delle dinamiche avviate nel nostro territorio fin dal 2018, quando la “Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” fu l’occasione ufficiale in cui, durante una seduta del Consiglio Municipale aperto alle scuole, come Assessorato ufficializzammo la visione ispiratrice del nostro lavoro comune.

Di recente il “Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021” adottato dal Ministero dell’Istruzione ai sensi del Decreto del Ministro Azzolina n. 39 del 26 giugno 2020, noto come “Piano Scuola 2020-2021”, ha suggerito espressamente, allo scopo di “fornire unitarietà di visione ad un progetto organizzativo, pedagogico e didattico legato anche alle specificità e alle opportunità territoriali”, il ricorso alla sottoscrizione di specifici “Patti educativi di comunità”, valorizzando “il coinvolgimento dei vari soggetti pubblici e degli attori privati, in una logica di massima adesione al principio di sussidiarietà e di corresponsabilità educativa, (…) dando così attuazione a quei principi e valori costituzionali, per i quali tutte le componenti della Repubblica sono impegnate nell’assicurare la realizzazione dell’istruzione e dell’educazione, e fortificando l’alleanza educativa, civile e sociale di cui le istituzioni scolastiche sono interpreti necessari, ma non unici”.

Il 10 dicembre 2020 ricorre la Giornata mondiale dei Diritti umani, nell’anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti Umani, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948: il tema scelto in questo ‘annus horribilis’ è “​Recover Better – Stand up for Human Rights​” (Riprendersi meglio – Battersi per i diritti umani). Il focus è inevitabilmente incentrato sulla pandemia e sulla necessità di assicurarsi che i diritti umani siano al centro degli sforzi di ripresa per riaffermarne l’importanza nella ricostruzione del mondo che vogliamo, la necessità di solidarietà globale, nonché la nostra interconnessione e umanità condivisa. La crisi determinata dalla pandemia da Coronavirus ha incrementato la povertà, aumentato diseguaglianze e discriminazioni, evidenziando lacune nella protezione dei diritti umani: per tali ragioni, in occasione di questa Giornata, le Nazioni Unite hanno voluto pubblicare un manifesto programmatico per affrontare le principali criticità emerse con forza nel 2020:

1) mettere fine a discriminazioni di ogni tipo: la discriminazione strutturale e il razzismo hanno alimentato la crisi; l’uguaglianza e la non discriminazione sono requisiti fondamentali per un mondo post-Covid;

2) affrontare le diseguaglianze: è necessario promuovere e proteggere i diritti economici, sociali e culturali per un nuovo contratto sociale;

3) incoraggiare la partecipazione e la solidarietà: dagli individui ai governi, dalla società civile e dalle comunità di base al settore privato, tutti hanno un ruolo nella costruzione di un mondo post-Covid migliore per le generazioni presenti e future;

4) promuovere lo sviluppo sostenibile: i diritti umani, l’Agenda 2030 e l’accordo di Parigi sono le pietre angolari di una ripresa che non lasci indietro nessuno.

Fra i diritti umani fondamentali è riconosciuto il diritto all’istruzione, che deve essere “indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali” (art. 26), nonché il diritto di “prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici” (art. 27) e, del pari, vengono richiamati i doveri di ogni individuo “verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità” (art. 29).

I soggetti firmatari del Patto Educativo Territoriale della Comunità educante diffusa, individuati preliminarmente nella Presidenza del Municipio VII, nell’Assessorato alle Politiche educative e scolastiche del Municipio VII, nell’Istituto “L. Pirelli” scuola capofila della Rete d’Ambito 5 corrispondente al territorio municipale, nel Liceo “T. Gullace Talotta” scuola polo per la formazione del medesimo Ambito 5 e nella Direzione socio-educativa del Municipio VII, nel riconoscersi nei valori e dei principi ispiratori della Costituzione repubblicana della Repubblica Italiana, della Dichiarazione universale dei diritti umani, della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e del Documento programmatico Unicef “Costruire città amiche delle bambine e dei bambini” a cui Roma Capitale ha aderito con la D.A.C. n. 35/2018, si impegnano a promuoverli nell’agire quotidiano della Comunità educante diffusa del Municipio VII ponendoli al centro di buone pratiche condivise che, valorizzando la migliore tradizione pedagogica nazionale ed internazionale, siano effettivamente in grado di costruire Protocolli operativi e Patti specifici ad essi ispirati, promuovendo la centralità delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi nella vita della comunità; ricercando continuità e coerenza, su un piano di pari dignità, fra le diverse agenzie formali-non formali-informali che concorrono allo sviluppo dei soggetti in età evolutiva, in una prospettiva interculturale e

intergenerazionale, nell’ottica della promozione di stili di vita improntati a lealtà, solidarietà, responsabilità, impegno, integrazione, rispetto, cooperazione, pensiero critico, creatività, sviluppo armonico e libertà; favorendo l’adozione di metodi di decisione e pianificazione basati su partecipazione, corresponsabilità, sussidiarietà, ricerca, sperimentazione e coprogettazione tra i diversi soggetti (dalle Istituzioni alle famiglie, dalle realtà territoriali al mondo del volontariato e dell’associazionismo civico, sportivo, culturale, sociale) nel pieno ed effettivo riconoscimento delle specificità di ognuna/o e del contributo di tutte/i ad una nuova crescita individuale e collettiva che sia sostenibile e felice.

Allo scopo di tradurre in pratiche generative le premesse teoriche del Patto, oltre a proseguire con le attività già in essere, sarà immediatamente istituito, a cura dei soggetti firmatari coordinati dall’Assessorato Municipale alle Politiche educative e scolastiche, un Gruppo Interistituzionale allargato alla partecipazione di Rappresentanti dei diversi soggetti operanti a livello territoriale nell’ambito della Comunità educante diffusa che proceda alla promozione, all’applicazione e al monitoraggio del Patto e saranno contestualmente promosse iniziative di in-formazione (formazione e informazione) rivolte ai diversi soggetti coinvolti così da consentirne l’effettiva partecipazione consapevole alla costruzione della Comunità educante diffusa del Municipio VII di Roma Capitale.

Roma, 10 dicembre 2020