Giuseppe Verdi

Via Gela, 22

Descrizione

La scuola dell’Infanzia Comunale “G. Verdi” sorge nel quartiere Appio Latino tuscolano. E’ parte integrante di un polo educativo, insieme al nido comunale “Germoglio Verde” e alla sezione Ponte. Nel plesso possiamo contare sei sezioni a tempo pieno ed una sezione antimeridiana. Nonostante l’edificio si trovi all’interno di un quartiere fortemente urbanizzato, la scuola dispone di un giardino attrezzato e alberato. Il tempo scuola va dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 16.30 per le sezioni a tempo pieno, mentre dalle 8.00 alle 13.00 per la sezione antimeridiana. Il servizio mensa dispone di tre locali che, attraverso un doppio turno, assicurano quotidianamente la somministrazione di un pasto per tutti i bambini. In seguito all’emergenza Covid-19, nel mese di settembre la nostra scuola ha dovuto rimodulare e riorganizzare il progetto di scuola per evitare assembramenti e diffusione del Virus Covid-19. In particolare per l’accoglienza dei bambini e dei genitori è stata organizzata nell’atrio della scuola una zona triage alla quale i genitori possono accedere in gruppi di due o tre per volta, trascrivere i dati personali su un apposito registro per la tracciabilità dei contatti, effettuare il cambio delle scarpe dei piccoli utenti e procedere alla misurazione della temperatura ad adulti e bambini, nonché a tutto il personale scolastico e di supporto. Sia in ingresso che in uscita sono state previste due fasce orarie per evitare assembramenti e per fare in modo che venga rispettata la distanza di sicurezza. PROGETTO EDUCATIVO “Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare” (Bruno Munari) I bambini giungono alla scuola dell’infanzia con una storia: hanno imparato a parlare e a muoversi con autonomia, hanno sperimentato le prime e più importanti relazioni, hanno appreso emozioni e sanno interpretare i ruoli, hanno appreso i tratti fondamentali della loro cultura. La scuola dell’infanzia si propone come contesto di relazione, di cura e di apprendimento nel quale possono essere filtrate, analizzate ed elaborate le sollecitazioni che i bambini sperimentano nella loro quotidianità. Partendo dall’esperienza di ciascuno si formano, infatti, soggetti liberi e responsabili, attivamente partecipi alla vita della comunità. Finalità della scuola dell’infanzia è quella di promuovere lo sviluppo dell’identità (intesa come costruzione di un’immagine positiva di sé), dell’autonomia (intesa come apertura alle relazioni con gli altri, partecipazione alle attività nei diversi contesti, comprensione delle proprie potenzialità ed espressione dei propri sentimenti), della competenza (intesa come desiderio di scoprire, di conoscere, di progettare e di inventare) e della cittadinanza (intesa come scoperta degli altri, dei loro bisogni e della necessità di gestire i contrasti) affinché la crescita, la cultura, la socialità, il senso etico e religioso divengano fondamentali per la realizzazione dell’uguaglianza delle opportunità educative e dell’accoglienza all’alterità. La scuola dell’infanzia nasce per essere una preziosa alleata della famiglia e della sua azione educativa cercando di rispondere alla domanda di cooperazione e alle sue necessità di sostegno. “La scuola dell’infanzia ha bisogno di stabilire con i genitori rapporti non episodici o dettati dall’emergenza, ma costruiti dentro un progetto educativo condiviso e continuo. La consapevolezza dei cambiamenti intervenuti nella società e nella scuola richiede la messa in atto di un rinnovato rapporto di corresponsabilità formativa con le famiglie, in cui con il dialogo si costruiscano cornici di riferimento condivise e si dia corpo a una progettualità comune” Dalle “Indicazioni per il Curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione (Decreto Ministeriale 31 luglio 2007). Gli obiettivi non sono cambiati, ma l’emergenza che stiamo vivendo ci impone di riflettere sulle difficoltà del presente ed escogitare modalità diverse del fare scuola. Questa situazione ci invita a valutare con occhi nuovi il lavoro dell’educatore, a distillarne la sostanza per trovare che cosa debba essere salvato e sviluppato e che cosa può e dovrà essere abbandonato. Alla luce dell’emergenza Covid, le finalità pedagogiche della scuola dell’infanzia dovranno essere improntate su una didattica basata sull’ascolto delle diverse esigenze dei bambini, sulla cooperazione fattiva scuola-famiglia e su un nuovo modo di vivere il tempo scuola. Di fondamentale importanza sarà la riorganizzazione degli spazi che deve derivare da un attento processo di riflessione. I bambini dovranno essere accompagnati nel riconoscere che l’ambiente, in apparenza strano e diverso, può essere stimolante, creativo e foriero di nuove esperienze finalizzate a tenere tutti più al sicuro. La scuola quindi come ambiente di apprendimento fertile e multisensoriale, con le forme e le superfici, i colori, gli odori, i gusti e i suoni del mondo reale. La programmazione di plesso di quest’anno vuole offrire un pensiero che accompagni, favorisca e stimoli la conquista degli obiettivi formativi sopra citati, tali da rendere i contenuti di ciò che si apprende, un sistema metacognitivo in grado di conferire ordine, struttura omogenea e coerente, organicità al sapere appreso per via esperienziale. Le attività proposte saranno immerse nel linguaggio verbale, inteso come comprensione, produzione e comunicazione. La verbalizzazione da parte dell’insegnante e quella che si verifica attraverso l’interazione “peer to peer”, mira all’arricchimento del patrimonio lessicale-semantico allo scopo di promuovere attività di pensiero complesso, organico, sistematico. Il linguaggio conoscerà forme e itinerari che fanno riferimento a contesti lontani, talvolta completamente estranei. Sarà così compito della programmazione offrire spunti affinché tutto ciò non sia un limite bensì una risorsa, che dia alle menti l’opportunità di aprirsi, attraverso stimoli linguistici diversi, all’alterità. Il centenario dalla nascita di Rodari è stato uno spunto per attingere ad una letteratura originale, moderna e pensata per l’infanzia e le nostre necessità pedagogiche in tal senso. La sua produzione pone le sue fondamenta non solo in un pensiero e linguaggio creativo, ma anche nell’inclinazione alla fantasia per stimolare la maturazione e l’affinamento della capacità di saper vedere oltre, saper uscire dal sentiero battuto da tutti per effettuare scelte originali e progettare strade nuove di apprendimento e socializzazione. Le sue storie insegnano a coltivare la fantasia intesa come forma di creatività che consentirà un giorno agli adulti di domani di affrontare la realtà in modo più flessibile esercitando la propria inventiva. Da questo punto di vista la produzione artistica-letteraria di Rodari sarà maestra di vita, palestra esistenziale per esercitare e affinare capacità morali come l’empatia, la resilienza quali strumenti utili per affrontare difficoltà, valorizzare le differenze, governare i cambiamenti ed essere all’altezza della complessità crescente della società in cui viviamo. La conoscenza di sé stessi e del mondo non passerà solo attraverso la verbalizzazione ma anche attraverso lo stimolo a confrontare, classificare, descrivere, comprendere ed eseguire sequenze, orientarsi, seriare per rappresentare. Uno sguardo scientifico sarà strumento di conoscenza, un tramite di assoluta rilevanza per approcciarsi al mondo, verso il quale i bambini possiedono uno spiccata, naturale e spontanea curiosità di esplorarlo e scoprirlo. Osservatorio privilegiato della realtà circostante può essere considerata l’esperienza dell’orto a scuola. La cura dell’orto verrà promossa come modalità per Ri-creare uno spazio quale luogo di senso per le relazioni sociali, la cultura sperimentata, le trasformazioni naturali, “imparare facendo”, sviluppare la manualità e il rapporto reale e pratico con gli elementi naturali e ambientali, “prendersi cura di”, imparare ad aspettare, cogliere il concetto di diversità, lavorare in gruppo. La cura dell’orto ha le seguenti finalità: avvicina i bambini alla natura, ai suoi ritmi, ai suoi tempi, alle sue manifestazioni e consegna loro un ambiente tutto da scoprire, esplorare, amare e rispettare; promuove tutte quelle esperienze che permettono al bambino di acquisire una serie di competenze tra le quali osservare, manipolare, cogliere somiglianze e differenze, formulare ipotesi da verificare, confrontare opinioni, rilevare un problema e cercarne la soluzione; porta a maturazione nei bambini le tecniche di osservazione, di sperimentazione della realtà che li circonda fino alla graduale costruzione del pensiero scientifico e di atteggiamenti di cura, utili alla realizzazione di un obiettivo finale. Le esperienze legate al progetto vengono realizzate sia in sezione (semina in cassetta o in vasi delle piante più delicate che successivamente potranno essere trapiantate all’esterno) che nell’orto della scuola, dove ogni gruppo avrà a disposizione un’aiuola per sperimentare la coltivazione. Gli insegnanti condurranno le attività privilegiando metodologie quali l’esplorazione, la manipolazione degli elementi e l’uso degli attrezzi sia in forma libera che guidata. L’adozione della didattica per laboratori non esclude la possibilità di continuare a offrire molteplici occasioni di esperienze sensoriali e motorie. A tale scopo il collegio docenti ha ravvisato l’opportunità di attingere a piene mani dall’esperienza di una personalità artistica e poliedrica dello spessore di Bruno Munari. Attraverso il suo metodo verranno predisposti percorsi per stimolare curiosità e osservazioni supportate dalla dimensione del gioco come esperienza totale. Il Laboratorio porrà l’accento non sulla produzione materiale di un manufatto, bensì l’attenzione sarà rivolta a ciò che il bambino ha provato apprendendo durante la realizzazione del proprio compito. Il viaggio sarà più importante della meta. In tal senso i bambini possono gradualmente sentirsi parte integrante di un patrimonio culturale e artistico comune che comprendono interiorizzandolo senza alcuna difficoltà, bensì con la fluidità che caratterizza gli apprendimenti dell’età. Il bambino giocherà in modo costruttivo e creativo con gli altri, argomenterà, si confronterà, sosterrà le proprie ragioni. Si svilupperà il senso di identità personale percependo le proprie esigenze e sentimenti, esprimendoli in modo adeguato. Prende così, consapevolezza della sua storia, riflette, discute cominciando a riconoscere reciprocità di attenzione e ponendo le basi di capacità empatiche che poi maturerà in piena consapevolezza da adulto.

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