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23 MAGGIO – In ricordo della Strage di Capaci, flash mob nel “Giardino della Giustizia”

Un omaggio ai caduti nelle stragi di mafia. Un modo per tenere viva la memoria. Un messaggio alle nuove generazioni. Per questi e tanti altri motivi, la Comunità Educante Diffusa del VII Municipio ha deciso di celebrare l’anniversario del 23 maggio, quest’anno intitolato “Il coraggio di ogni giorno”, seppure in forma ridotta per via delle restrizioni ancora in essere a causa del Covid19.

Dalle 11.30 alle 12.30, un momento di riflessione con le istituzioni, alcuni rappresentanti del territorio (associazioni sociali e culturali, società sportive, commercianti, luoghi di culto, centri anziani e comitati di quartiere) e gli artisti all’interno del “Giardino della Giustizia” nel Parco della Romanina. In apertura, dopo l’introduzione di Tiziana Aquilani della Scuola di Musica Ponte Linari (organismo attuatore della Comunità Educante Diffusa del VII Municipio), l’Assessora alla Scuola, Sport, Cultura e Politiche Giovanili, Elena De Santis ha ricordato «l’importanza, nel giorno della legalità e del ricordo della strage di Capaci, di celebrare l’impegno quotidiano a crescere e a costruire le nostre coscienze ogni giorno, a combattere il deserto culturale e a contribuire alla vitalità del nostro territorio. Oggi più che mai, anche se le misure prevedono il distanziamento fisico, vogliamo che la nostra comunità sia unita e solidale». Accanto a lei era presente  il Consigliere Roy Andrea Guido Vicepresidente della Commissione Consiliare Scuola, Cultura, Sport e Politiche Giovanili, per impulso della quale il Consiglio Municipale ha espresso la volontà di dedicare il Giardino di via Amelia alla giovanissima testimone di giustizia e vittima innocente di mafia Rita Atria (anch’essa morta nel 1992, subito dopo l’uccisione di Paolo Borsellino), di cui è stata presentata richiesta di concessione della cittadinanza onoraria.

A seguire, l’artista Sabrina Ventrella ha donato il suo “Il tricolore della legalità” al municipio VII. «L’opera – come spiegato nelle motivazioni lette da Ascanio Celestini – va vista dal basso verso l’alto, con la bandiera italiana, realizzata artigianalmente da una gentile signora, e la costituzione che rappresentano le radici dei valori più alti e nobili, un faro a cui far riferimento nei momenti bui. Gli uccelli in volo rappresentano la libertà dall’illegalità. È con la legalità che è possibile immaginare una comunità giusta e accogliente antirazzista e sostenibile, espressa dalla ruota, dal suo divenire, dal girotondo dei bambini. L’opera è realizzata interamente con materiali di riuso».

Subito dopo Cecilia Panichelli, insegnante della Scuola di musica “Ponte Linari”, ha eseguito il brano “A bocca chiusa” di Daniele Silvestri. Intorno a lei, rispettando la distanza fisica imposta dall’emergenza COVID e indossando i dispositivi di sicurezza, i rappresentanti della comunità educante diffusa del VII Municipio hanno interpretato nella lingua dei segni (LIS) il testo della canzone sotto la direzione dell’interprete Sabrina Gabrieli.

Ha concluso l’evento lo scrittore e attore Ascanio Celestini, con “La fila della diversità”, un monologo su uguaglianza e differenze tra le persone e sulle conseguenze disastrose che derivano dall’esclusionee del biasimo delle debolezze e fragilità. Tutta l’iniziativa è stata trasmessa in diretta Facebook sulla pagina “Comunità educante diffusa del VII Municipio” e su Instagram sul profilo “Legami_al_territorio”.

Foto di Beatrice Alvino

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