03_ Poesia di Perri

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Il nostro viaggio fra i ragazzi della Comunità Educante diffusa del VII Municipio è sempre più un viaggio fra le forme espressive preferite dalla gioventù. Abbiamo iniziato con un testo scritto e proseguito con degli audiomessaggi, oggi ci sorprendiamo con una poesia: ma perché poi sorpresi? Si sa che il rap e l’hip-hop sono i generi musicali al centro delle preferenze dei ragazzi delle generazioni contemporanee, il che ha molto educato gli allievi al gusto per la rima e per il verso. Perry del Centro di Aggregazione Giovanile “Batti il tuo tempo” di via Marco Dino Rossi ha scritto e recitato questi intriganti versi che raccontano il suo punto di vista sull’emergenza Coronavirus in rima dialettale romana: versi di borgata che raccontano il contenimento sociale.


All’inizio erano notizie lontane, dalla Cina
Questo virus mai sentito prima
Esploso improvvisamente, come una mina
Poi i primi morti, la quarantena
Ma non facciamocene un cruccio”, si diceva
Sta dall’altra parte del monno…”
Eh, ma il mondo gira, e gira sempre uguale
E dall’Asia a noi c’ha fatto ancor più male
Mo, tutti chiusi in casa
Chi con la famiglia
Chi solo, lontano mille miglia
E la situazione è tragica, perché la gente muore
E ce se scopre diversi, con stupore
E se prima manco ce se guardava ‘n faccia
Mo tutti a dicce “Statte a casa!”
e chi se move?
E se prima ce se ignorava pe’ le strade
Mo ce se affaccia dalle finestre
E vedi vecchiette meste meste che cantano
E te salutano come fossi su’ nipote.
Alla gente jé presa pure
de appenne dar balcone er tricolore
E canta l’inno nazionale
che l’unica volta in cui l’ha fatto
Era per il mondiale.
A me, l’inno, manco me piace
Tutto ‘sto spirito de unione ‘n do’ va a finì
Quando quotidianamente ignoramo il meno abbiente?
Sta bandiera la sbandiera pure
Chi fino a ieri succhiava dalla sanità pubblica come ‘n pupo
Ma oh, la playlist scorre e almeno qualche canzone me la canto
Che Rino Gaetano pe’ davero unisce tutta la gente

 

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